Articolo sul Grand Parent Coaching

In che modo i bambini parlano tra loro delle discussioni familiari che li riguardano.

Autore: Dottor Franco Bendinelli | Data: 16 Dicembre 2024

Cosa potrebbero dirsi o pensare

I bambini sono attenti osservatori del mondo degli adulti sia a livello emotivo che cognitivo, elaborano le loro esperienze e sentono il bisogno di condividerle con gli altri bambini.

Ecco alcune considerazioni su cosa potrebbero dirsi o pensare:

1. Attribuzione di ragione

Empatia con chi li "capisce di più": spesso attribuiscono ragione al genitore o al nonno che percepiscono più vicino alle loro emozioni o desideri.

Dividere le colpe: possono anche "giocare" tra le posizioni dei familiari. Per esempio: "Papà vuole sempre che faccia i compiti, ma almeno poi mi lascia guardare i cartoni."

2. Valutazione delle dinamiche

Osservazione dei conflitti: i bambini sono molto sensibili ai toni delle discussioni e spesso le commentano con giudizi semplici: "Si arrabbiano sempre per colpa mia!" o "Non è giusto che la nonna rimproveri la mamma per come mi cresce."

Commenti su chi "vince": potrebbero fare osservazioni pragmatiche su chi sembra aver avuto l'ultima parola, ad esempio: "Alla fine mamma fa sempre come vuole lei."

3. Riflessioni sull’educazione

• Auto-percezione: i bambini possono discutere tra loro su quanto le regole sembrino giuste o ingiuste, confrontandosi con gli altri: "A casa tua ti lasciano giocare, perché da me devo sempre prima finire tutti i compiti?"

• Consapevolezza del proprio comportamento: spesso ammettono tra loro se sanno di aver esagerato o se si sentono trattati ingiustamente: "Ok, forse non dovevo urlare, ma hanno fatto una tragedia per niente!"

4. Solidarietà e complicità

• Senso di squadra: tra coetanei, si può creare una sorta di solidarietà, criticando o supportando i genitori: "Anche tu devi andare a letto presto? Non è giusto, dai!"

• Minimizzazione: Possono anche provare a sdrammatizzare o distaccarsi: "Tanto poi si calmano e mi lasciano fare."

5. Osservazioni più mature

• A seconda del loro livello di sviluppo emotivo e cognitivo, alcuni bambini possono esprimere riflessioni più articolate: "Forse litigano perché vogliono tutti il meglio per me, ma non sono d'accordo su cosa sia."

Le loro reazioni sono influenzate da fattori come l’età, il temperamento, la frequenza delle discussioni e la relazione con ciascun familiare e, riflettono una sorprendente capacità di osservazione e intuizione delle dinamiche familiari.

I segreti dei bambini

Sì, può succedere che i bambini da una certa età in poi, condividano tra loro esperienze o pensieri legati ai conflitti familiari, mantenendoli segreti rispetto agli adulti. Questo comportamento può derivare da diversi fattori:

1. Lealtà familiare: I bambini possono sentire il bisogno di proteggere i genitori o altri membri della famiglia, temendo che parlarne con un adulto possa peggiorare la situazione o portare a conseguenze indesiderate.

2. Paura di non essere compresi: I bambini potrebbero percepire che gli adulti non capiranno i loro sentimenti o che minimizzeranno il problema.

3. Spazio di elaborazione tra pari: Parlare tra coetanei offre un ambiente in cui si sentono al sicuro e non giudicati. I bambini possono confrontare le loro esperienze e trovare conforto nel sapere che non sono soli.

4. Mancanza di strumenti per comunicare: Non sempre i bambini sanno come esprimere i loro sentimenti o comprendono il contesto dei conflitti familiari. Condividerli con altri bambini può sembrare più facile.

Implicazioni e suggerimenti per i nonni e non solo

• Creare un ambiente di ascolto sicuro: Gli adulti dovrebbero incoraggiare i bambini a parlare, assicurandoli che i loro sentimenti sono validi e saranno accolti senza giudicarli anche quando l’adulto prova disagio per le parole del bambino/a.

• Riconoscere e normalizzare: Far capire ai bambini che non sono responsabili dei conflitti familiari e che è normale avere pensieri e sentimenti contrastanti in tali situazioni.

• Educare sulle emozioni: Fornire strumenti per identificare e comunicare le emozioni può aiutare i bambini a esprimersi meglio con gli adulti.

• Osservare segnali di disagio: Se un bambino mostra segnali di stress o disagio legati a conflitti familiari, potrebbe essere utile un supporto  di counseling psicologico.

Il percorso di Grand Parent Coaching personalizzato che ho creato è il luogo adatto per parlare e aiutarti a risolvere le diverse situazioni che ciascun nonno/a vive nel triangolo familiare nonni/e - figli/e - /nipoti/e.

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Dottor Franco Bendinelli Psicologo Clinico

Sono un Nonno psicologo che aiuta altri nonni che si occupano dei nipoti, a sentirsi apprezzati e rispettati attraverso un percorso di Grand Parent Coaching.

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