Articolo sul Grand Parent Coaching

Perché i giovanissimi rischiano tutto per le sfide sui social

Autore: Dottor Franco Bendinelli | Data: 16 Dicembre 2024

Le Sfide virali

Negli ultimi anni, i social media hanno visto un'esplosione di sfide virali, alcune innocue, altre estremamente pericolose. Ma perché i giovanissimi sono attratti da queste prove, al punto da mettere a rischio la propria salute o persino la vita? Ecco alcune delle ragioni principali dietro questo fenomeno preoccupante:

1. Bisogno di approvazione sociale

La pressione sociale è sempre stata parte dell'adolescenza, ma con i social media ha assunto una nuova forma. I "like", i commenti e le condivisioni fungono da valutazione emotiva, offrendo una sensazione di accettazione e popolarità. Partecipare a una sfida estrema può essere visto come un modo per dimostrare coraggio e guadagnarsi l'attenzione degli altri.

2. La ricerca di identità

In una fase della vita in cui i giovani stanno ancora definendo chi sono, le sfide possono diventare un'opportunità per distinguersi, essere originali o sentirsi parte di un gruppo. Attraverso queste prove, cercano di costruire una narrazione personale che possa impressionare gli altri.

3. L'effetto imitativo

I video virali creano l'illusione che "tutti lo stiano facendo", innescando un meccanismo di emulazione. Quando vedono coetanei ottenere successo online attraverso queste sfide, alcuni sentono di dover fare lo stesso per non essere esclusi.

4. L’illusione dell’invulnerabilità

Molti giovani sottovalutano i rischi reali delle loro azioni. Questo senso di invincibilità, tipico dell'adolescenza, li spinge a sottovalutare le conseguenze, anche quando queste possono essere gravi o fatali.

5. La pressione dell'algoritmo

I social media premiano contenuti che generano interazioni. Video che mostrano imprese estreme o pericolose ottengono spesso una visibilità maggiore, creando un ciclo in cui i giovani sono incentivati a superare i propri limiti per ottenere maggiore  consenso.

Come affrontare il problema

• Educazione digitale: È fondamentale insegnare ai giovani a riconoscere i rischi delle sfide pericolose e a sviluppare un senso critico verso i contenuti che vedono online.

• Dialogo aperto: Famiglie e scuole devono creare un ambiente in cui i ragazzi si sentano liberi di parlare delle loro esperienze e delle pressioni sociali che vivono.

• Responsabilità delle piattaforme: I social media devono impegnarsi maggiormente nel moderare i contenuti dannosi, bloccando tempestivamente le sfide che promuovono comportamenti pericolosi.

• Promuovere modelli positivi: Incoraggiare sfide creative e costruttive può aiutare a orientare l'energia dei giovani verso attività meno rischiose e più appaganti.

Il percorso di Grand Parent Coaching personalizzato

Le sfide sui social non sono solo un fenomeno tecnologico, ma una finestra su ciò che i giovani desiderano: connessione, identità e riconoscimento. È nostro compito aiutarli a trovare queste cose in modi che non mettano a repentaglio la loro vita.

Il percorso di Grand Parent Coaching personalizzato è un’occasione per imparare a riconoscere i piccoli segnali, linguaggio, abitudini, silenzi che possono aiutare gli adulti di riferimento a essere consapevoli dei cambiamenti in atto; certo non a giudicare bensì a costruire un’alleanza in cui l’adulto “entra” nel loro mondo virtuale,  riconosce e accetta che il mondo sta cambiando e  prende atto che  le nostre nipotine/i vedono la realtà con occhi diversi dai nostri.

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Dottor Franco Bendinelli Psicologo Clinico

Sono un Nonno psicologo che aiuta altri nonni che si occupano dei nipoti, a sentirsi apprezzati e rispettati attraverso un percorso di Grand Parent Coaching.

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